La comunicazione radio televisiva rappresenta in alcuni casi, non solo un valido strumento di promozione delle proprie istanze, ma addirittura il solo mezzo per sollecitare un intervento urgente in situazioni d’emergenza. Emblematico esempio lo sono i paesi in via di sviluppo che sempre più di frequente tentano di utilizzare i media radio e televisioni per palesare le complesse situazioni interne, e lanciare un grido d’aiuto. Le regole della comunicazione di massa però impongono a volte difficili scelte editoriali in ragione di interessi, economici, sociali, spesso dovuto al solo “overflowing” di notizie. La Caritas Italiana, ha commissionato uno studio quanti qualitativo sulla presenza in radio e tv di cinque conflitti “dimenticati” a confronto con due altri conflitti, abbondantemente raccontati ed analizzati. Questo studio, integrato dall’analisi delle news della carta stampata e del web, in collaborazione con Famiglia Cristiana ed Il Regno, è stato pubblicato da Feltrinelli. L’analisi realizzata da Canale Tre, ha coperto un arco temporale di trenta mesi , dal Gennaio 1999 al Giugno 2001. Monitoraggio e analisi sistematica, quanti-qualitativa, dell’intera programmazione radiotelevisiva nazionale. Analizzati 68.510 giornali radio/televisivi, da 8 antenne nazionali tv e 13 radiofoniche. Obiettivo della ricerca:avere una precisa valutazione di quantità e qualità della giornalismo di guerra relativo a 5 conflitti, ormai lontani dalla memoria collettiva, in rapporto con la historia israelo-palestinese e la guerra in Kosovo, questi, illustrati da immagini incisivamente più cruento/spettacolari, pertanto gradite al sistema mediatico mondiale.

Programmazione televisiva gennaio '99 - giugno '01
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Programmazione radiofonica gennaio '99 - giugno '01
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Rapporto quanti-qualitativo tv pubblica e privata gennaio '99 - giugno '01
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Valutazione quanti-qualitativa per la tv pubblica
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Valutazione quanti-qualitativa per la tv privata
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